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La tela di Giovan Battista Urbinelli torna alla luce

Notizia pubblicata il 15 novembre 2010



Categoria notizia : Fatti Curiosi


La chiesetta a pochi metri dall’ingresso di porta Montanara di Saludecio, ha aperto le porte dopo più di dieci anni. Al suo interno è custodita una tela dipinta da Giovan Battista Urbinelli nel 1662, che raffigura Maria Assunta con tre santi. Dopo la messa, si è tenuta una cerimonia in onore del giornalista del Carlino scomparso quattro anni fa, Silvano Cardellini, che si è adoperato al restauro dell’opera di Urbinelli.

La chiesetta del convento dei Girolomini risale al XVII secolo, fu eretta nel 1638 dal beato Cipriani Mosconi. I Girolomini occuparono gli spazi del convento adiacente fino al 1806, successivamente furono allontanati durante l’era napoleonica. Nel 1825, i frati tornarono nella struttura fino al 1862, quando con l’Unità d’Italia, lasciarono il convento. Negli anni Novanta, la chiesa, il convento e il bellissimo chistro, furono chiusi per impedire danneggiamenti e ruberie.

Il sindaco di Saludecio, Giuseppe Sanchini, ha dichiarato: “Non è stato semplice riaprire la chiesetta e tenervi messa dopo così tanti anni. Ma era una cosa che tanti saludecesi ci chiedevano perché rappresenta una parte importante del nostro passato”. La riapertura è stata effettuata non solo grazie all’amministrazione Comunale ma anche grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio che ha finanziato i lavori per l’eliminazione delle infiltrazioni di umidità e a suor Clementina che ha trovato i fondi per rifare l’impianto elettrico.

All’interno della chiesa si possono ammirare alcuni reperti e reliquie del museo di arte sacra di Saludecio e durante i lavori sono affiorati affreschi nascosti da pitture postume, di grande valore artistico.

Il Comune di Saludecio ha consegnato una seconda targa alla memoria di Giorgio Baldolini, che per anni scrisse della Valconca per il Resto del Carlino. Alla cerimonia ha partecipato anche lo storico e collaboratore del Carlino, Ferruccio Farina, che ha espresso la sua riconoscenza per un paese artistico che ricambia chi si è speso per arricchire culturalmente la sua città.