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Scavi edilizi a Bordonchio, torna alla luce una villa di duemila anni
Notizia pubblicata il 21 ottobre 2010
Categoria notizia : Fatti Curiosi
La scorsa estate durante degli scavi edilizi a Bordonchio a fianco della chiesa di Santa Margherita è stato ritrovato un prezioso mosaico che risale al 3°/4° secolo, parte di una villa di proprietà di un agiato possidente terriero.
La Sovritendenza bolognese comunica i nuovi particolari, asserendo: “Una villa di impianto rurale legata allo sfruttamento agricolo produttivo del territorio, con una parte pregiata (di rappresentanza) destinata alla residenza del proprietario”. Il mosaico non è di 25 metri quadri come si stimava inizialmente ma di 20, è policromo realizzato in pasta di vetro smaltata e raffigura un busto maschile, probabilmente una divinità. Assieme al mosaico sono stati rinvenuti anche altri oggetti come fibbie. Attualmente la Sovrintendenza ai Beni artisti di Bologna non permette la divulgazione di fotografie di dettaglio del mosaico, finchè non sarà completato lo studio per tutelare il lavoro degli archeologi coinvolti che stanno studiando anche l’edificio rurale che è databile tra il 1° secolo avanti e il 1° secolo dopo Cristo, con massima espansione durante il 3°-4° secolo abitato fino al 6°-7° secolo. Renata Curina, funzionario della Sovrintendenza che si occupa, assieme alla dottoressa Pozzi, della provincia di Rimini ha spiegato che la villa era ormai utilizzata soltanto in piccola parte da un nucleo di persone che sembra risalire la piccola necropoli collocata in parte sotto la chiesa e sotto l’edificio di fianco, sono stati ritrovati una decina di scheletri e altrettante tombe.
Attualmente il mosaico è custodino al Museo della Città di Rimini, la Curina ha affermato: “Non c’erano le condizioni per i potizzare il mantenimento in loco di un sito simile alla Domus del chirurgo a Rimini. Il grosso delle murature a Bordonchio non è più esistente, mentre alla Domus di piazza Ferrari tutte le pavimentazioni sono molto ben conservate”. Ciò non toglie che il ritrovamento è molto importante per la conoscenza del territorio vicino alla via Popilia e si spera che i reperti potranno essere collocati in un luogo sicuro a Bellaria Igea Marina perché potrebbero avere anche una notevole valenza turistica. L’amministrazione dovrà darsi da fare per trovare spazi idonei ed attrezzati.