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I buttafuori dietro ai banchi di scuola
Notizia pubblicata il 09 agosto 2010
Categoria notizia : Fatti Curiosi
“Studi?” “Si, voglio diventare un buttafuori”, non è una barzelletta! Da dicembre i buttafuori dovranno essere iscritti all’albo istituito in prefettura dopo aver passato un esame di idoneità. Il corso durerà 90 ore e per chi ha già lavorato nella sicurezza per due anni le ore saranno ridotte a 50. Nel programma di “gestione dei pubblici eventi” non è previsto l’insegnamento di arti marziali ma bensì lezioni sul codice di procedura penale grazie ad insegnanti di diritto e come riconoscere le sostanze stupefacenti.
Attualmente la legge non permette ai buttafuori di sedare risse ma dopo aver ottenuto il ‘patentino’ i buttafuori potranno intervenire anche se ciò “non comporterà l’esercizio delle pubbliche funzioni, né l’uso della forza a o di altri mezzi di coazione”.
Non è stato ancora chiarito cosa succederà a chi ha precedenti penali visto che solo a milano il 12 per cento dei mille buttafuori ha una condanna di primo grado e in otto casi su dieci per rissa.
Brutte notizie per gli stranieri, che sempre a Milano sono quasi la metà! Il decreto ministeriale richiede la licenza media per l’iscrizione all’albo e se la persona ha conseguito il titolo di studio in un paese al di fuori dell’Unione Europea, è previsto l’obbligo di “una dichiarazione di valore alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana” del loro Paese, un percorso molto tortuoso imposto da una circolare della Regione dello scorso 24 giugno.
A luglio sono arrivate le prime iscrizioni ai corsi (pagati dai locali) e a settembre la prefettura farà una stima di quanti vogliono ottenere l’abilitazione.