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Tre senegalesi denunciano un connazionale e un napoletano per truffa

Notizia pubblicata il 15 novembre 2010



Categoria notizia : Fatti Curiosi


La pm Paola Bonetti, della questura di Rimini, si stà occupando della denuncia esposta da tre senegalesi che hanno dichiarato di essere stati truffati da un loro connazionale e da un napoletano che lo scorso anno, risiedeva in un albergo riminese. I tre affricani si sono fidati del loro connazionale per rinnovare il permesso di soggiorno.

Un senegalese molto noto in zona, facente parte dell’associazione riminese degli immigrati africani, è stato denunciato per truffa: era in un società per loschi affari con un partenopeo e offriva ai suoi connazionali di regolarizzare la loro posizione chiedendo 500 euro, che in teoria andavano al datore di lavoro e altri 100/200 euro per i bolli. Gli immigrati ricevevano in cambio un foglio stampato al computer e la speranza di essere chiamati dalla Prefettura entro tre mesi.

Gli immigrati non sono mai stati contattati dalla Prefettura e dopo aver capito di essere stati truffati hanno deciso di denunciare l’accaduto, rischiando tra l’altro di essere incriminati loro stessi per il concorso nella truffa, ma hanno dichiarato: “Non abbiamo più nulla da perdere”. La procura ha rilasciato ai tre senegalesi il permesso di soggiorno per protezione sociale. Dopo l’accaduto sono seguite altre 20 querele da parte di altri connazionali che si sono affidati all’avvocato Paola Urbinati che ha affermato: “Quello che chiediamo alla Procura e alla Questura è che a questi cittadini venga riconosciuto un permesso di soggiorno o per protezione sociale o per motivi di giustizia. Loro non erano al corrente esattamente di quello che prevedeva la regolarizzazione e si sono fidati del loro connazionale”.

Bass Faye, rappresentante dell’associazione degli immigrati ha dichiarato: “Ci sono altri 10 senegalesi pronti a presentare denuncia. Secondo le nostre informazioni, sarebbero una cinquantina solo i senegalesi truffati dai due tipi, qui a Rimini. E riteniamo che siano gli stessi che hanno fatto truffe in altri territori”. Sembra che le truffe abbiano coinvolto anche altri immigrati del Bangladesh ma al momento sono soltanto voci.

Ieri, l’associazione Rimini Globali contro il Razzismo, ha portato gli immigrati truffati alla manifestazione regionale per i diritti degli immigrati sotto lo slogan, Uniti contro la crisi. Manila Ricci ha spiegato che molti di questi ragazzi lavorano nell’edilizia con il permesso di soggiorno di altri. Queste situazioni sono all’ordine del giorno e contribuiscono allo sfruttamento da parte di truffatori senza pietà.