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Grand Hotel di Rimini La leggenda rinasce

Notizia pubblicata il 19 dicembre 2007



Categoria notizia : Turismo


L'edificio monumentale va all'albergatore Batani: «Coronato il mio sogno» La storia di un mito, dalla Belle àˆpoque alle visioni di Fellini. Casto Iannotta e Isidoro Fratus hanno consegnato le chiavi del Grand Hotel ad Antonio Batani Un affare da 65 milioni, alla vigilia del centenario del simbolo della Riviera

L'AFFARE DEL SECOLO
Il Grand Hotel
La firma dal notaio poi la cena in albergo
MANCAVA SOLO il rogito con l'ultima firmettina, una quisquilia da sessantacinque milioni di euro.

Che é arrivata l'altra sera in una sala dell'hotel Aurelia di Milano Marittina, «regno» di Antonio (Tonino) Batani. Il nuovo proprietario del Grand Hotel di Rimini, come ampiamente «profetizzato» nelle scorse settimane.
Il simbolo del turismo riminese é la perla di una già  invidiabile collana di gioielli della catena «Select Hotels», nella quale svetta il Palace, il più bell'albergo di Milano Marittima, l'altro cinque stelle dell'imprenditore.

Cui affianca il Miramonti - costruito di recente ad Acquapartita, sulle colline cesenati - e una sfilza di quattro stelle cervesi (e un unico tre stelle): Gallia, il prestigioso Mare Pineta, Doge, Brasil, Diplomatic, Universal e lo stesso Aurelia. Dove di fronte al notaio Plessi é stato firmato il rogito del passaggio di proprietà  del Grand Hotel di Rimini dalla Luxury Hotel di Casto Iannotta e Isidoro Fratus (la gestione era invece curata dalla Advance di Iannotta) alla Batt, società  creata appositamente da Batani, controllata dalla Select.

«Sono davvero molto contento che il Grand Hotel sia stato acquistato da Antonio Batani - spiega Iannotta raggiunto al telefono -. Perchè é un bravo imprenditore della zona. E perchè ha una grande passione per il mondo alberghiero e dell'ospitalità . Perfettamente consapevole della valenza anche simbolica, oltrechè squisitamente economica, della struttura. Inoltre so che é un imprenditore stimato e gradito dal mondo economico e istituzionale del Riminese».

Quando é avvenuto il passaggio formale delle consegne?
«Lunedì sera - prosegue Iannotta - abbiamo prima firmato il rogito da lui, a Milano Marittima, e poi lo abbiamo accompagnato a Rimini, dove ho effettuato la consegna del Grand Hotel ad Antonio Batani e la presentazione ai dipendenti del nuovo proprietario».
Per Batani, la coronazione di un sogno inseguito per almeno tre anni, festeggiato al Grand Hotel con i familiari e i consulenti che hanno seguito trattativa e stesura del contratto.
Un iter particolarmente complesso, reso ancor più intricato dalla meteora Coppola, che lo aveva acquistato due anni fa per 69 milioni, senza riuscire a far fronte ai pagamenti, travolto dall'arresto e dalle vicende giudiziarie.
Iannotta e Fratus sono riusciti a non far risucchiare il Grand Hotel nel buco nero del fallimento Coppola, e dopo una infelice trattativa con un fondo d'investimento inglese, il risolutivo ritorno in scena di Batani, che già  aveva perduto di un soffio con Coppola la sfida all'acquisto.
Niente male per un uomo che, tanti anni fa, era partito dall'Appennino cesenate per cercare lavoro come cameriere in Svizzera.
Classe 1936, nato a Bagno di Romagna da famiglia contadina, Batani é un self made man, terzo di sei fratelli. A 14 anni sbarca a Cervia con il padre Sante, che lavora per una locale cooperativa di muratori. Il babbo lo manda a lavorare in Svizzera, a St. Moritz, dove resta sei anni e mezzo e si fa le ossa, come si dice. Il padre gli dice che in riviera si sta sviluppando il turismo, e Tonino, seppure controvoglia, decide di tornare. Nel 1957, a 21 anni, prende in affitto con la famiglia d'origine una pensioncina a due stelle, Delia.
Sedici camere in tutto. Sua mamma Paola sta in cucina, due sorelle fanno le pulizie, lui e il babbo servono a tavola i «signori». D'inverno frequenta la scuola alberghiera (per 5 anni) nei locali del Grand Hotel di Cervia. Si scopre bravissimo tra i fornelli. Ma il talentaccio é da imprenditore. Come dimostra con la sua incredibile carriera, costruita con inventiva, passione, abnegazione e talento. E il supporto prezioso della moglie Luciana, che segue gli alberghi cervesi, e i tre figli, tutti ragionieri e impegnati di fianco al padre: Gianni, Cristiana e Paola. Nel 2008 il Grand Hotel compie cent'anni: con Batani al timone, la nave non si perde.