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Notre dame de Paris. ‘Esmeralda’ De Siena: 'Con il mio cuore zingaro ho conquistato Zard' Parla la protagonista dell’opera rock in scena a Pesaro

Notizia pubblicata il 11 marzo 2009



Categoria notizia : Spettacoli


CAPELLI neri a cascata sui fianchi, fisico minuto, occhi verdi scintillanti e una voce che incanta.

Lei è Sabrina De Siena, la ventiseienne Esmeralda che ruba il cuore del gobbo Quasimodo, insieme a lei protagonista di «Notre Dame de Paris», l’opera dei record di Riccardo Cocciante che sarà all’Adriatic Arena di Pesaro dal 13 al 15 marzo. Unica occasione nelle Marche per non perdere l’evento, dopo la cancellazione delle date anconetane di maggio al Palarossini.

Interpreta il ruolo di Esmeralda dal luglio 2008: una responsabilità vestire i panni di Lola Ponce, vincitrice di Sanremo 2008?
«E’ una bella eredità, ma a prevalere più che la preoccupazione è stata fin da subito la felicità di lavorare in questo spettacolo meraviglioso, con autori del calibro di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella. Poi, certo, mi auguro anche io di avere il successo di Lola»

Chi l’ha scelta e su cosa ha puntato?
«Ho puntato solo sulla mia voce. In realtà è stato un mio amico e compagno di rock band, Roberto Sinagoga, a consigliarmi di fare il provino per Esmeralda. Sono stata preselezionata da Paola Neri, che si occupa dei casting;il produttore David Zard, mi conosceva già perché avevo lavorato con lui in Dracula. Poi ho avuto la consacrazione da Cocciante».

David Zard ha detto della sua voce che, anche quando parla, è più bella e più calda di quella di Cèline Dion: che effetto le fa detto da uno dei più grandi organizzatori di eventi musicali al mondo?
«E’ un complimento enorme, mi onora tantissimo. Lo prendo per buono, ma so che magari altri possono non pensarla così»

Quella all’Adriatic Arena sarà la sua esibizione numero...?
«Non tengo il conto preciso, ma credo siano già una settantina»

Non è mai noioso interpretare sempre la stessa parte? Quando si stancherà?
«Io non mi stancherei mai. Per me ogni volta è un’occasione di crescita. Sono una perfezionista e cerco sempre di fare meglio. Non sono mai perfettamente contenta di una mia esibizione, penso a cosa potrei dire o fare in modo diverso, anche nei movimenti. Visto che Esmeralda è un personaggio molto complesso, anche nella gestualità»

Il pezzo più difficle da eseguire?
«‘Zingara’: è il pezzo più dinamico in assoluto»

Si sente un po’ gitana? Cosa c’è della zingara Esmeralda in lei?
«L’aspetto nomade mi appartiene, soprattutto in questo momento della mia vita, in cui mi sposto con la compagnia da una città all’altra, per forza di cose. Sono anche passionale come Esmeralda, con la differenza che lei ha 16 anni, mentre io dieci in più, quindi vivo le emozioni con più consapevolezza e meno ingenuità di lei. Quando si vuole solo giocare con me lo capisco, lei no. E poi ho un grande amore per la Spagna, sono laureata in spagnolo, mi piacerebbe tanto imparare a ballare il flamenco»

Se dovesse scegliere tra un disco tutto suo e il ruolo da protagonista nel prossimo musical di Cocciante?
«Non ho dubbi: il prossimo musical di Cocciante. Ho capito che il teatro mi interessa molto di più del canto fine a se stesso. Adoro il lavoro di squadra, è uno stimolo sempre nuovo e si instaurano rapporti professionali e umani meravigliosi. Un disco sarebbe una cosa soltanto mia»

Se non facesse la cantante cosa farebbe?
«Sicuramente l’insegnate. Ora, dopo la laurea in Lingue, sto prendendo una specializzazione in Filologia classica, mi mancano tre esami. Tra una tournée e l’altra do ancora ripetizioni di italiano e latino».

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