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Miles Gloriosus di Tito Maccio Plauto
Notizia pubblicata il 23 luglio 2010
Categoria notizia : Eventi
Il 14 luglio 1956 vennero inaugurate le “Celebrazioni Plautine” con la messa in scena, ad opera del CUT (Centro Universitario Teatrale) di Parma, del Miles Gloriosus di Plauto.
Da quell’ormai lontano 1956 le “Celebrazioni Plautine” sono diventate un appuntamento fisso riuscendo ad ottenere nel 1996, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali a seguito del particolare rilievo nazionale ed internazionale acquisito negli anni, il riconoscimento di Festival Nazionale di Teatro di Prosa con la denominazione di Plautus Festival, Il 1965 segna una tappa fondamentale nella storia del Festival anche perché per la prima volta le rappresentazioni cominciarono ad essere affidate a Compagnie nazionali note al grande pubblico, interrompendo così – anche se non ancora definitivamente - la collaborazione con il C.U.T. di Parma.
Giunti alla 50° edizione la Direzione Artistica ha voluto celebrare questo prestigioso traguardo riproponendo lo spettacolo che ne costituì “la prima pietra” e, come allora, prevederne la messa in scena non ad opera di blasonati attori, ma da una compagnia di attori giovani costituitasi a seguito della loro partecipazione al Laboratorio Teatrale guidato da Cristiano Roccamo, Direttore Artistico del Festival.
Chiara Degani, Clelia Cicero, Daniela Ialicicco, Lorenzo Mercante, Luca Damiani, Mauro Eusti, Mirco Pisano, Nicola Borghesi e Simone Vaio hanno iniziato il Laboratorio il 5 luglio scorso e in 20 giorni giungeranno alla messa in scena di una delle più note commedie di Plauto, di fronte ad un pubblico numeroso e competente come è quello del Plautus Festival.
Sono attori, di età compresa fra i 24 ed i 32 anni, provenienti dalle più disparate e distanti località italiane e che hanno alle spalle la partecipazione ad importanti scuole di formazione teatrale (DAMS, Accademia Silvio D’Amico, Scuola A. Galante Garrone, ecc…). Il Laboratorio, della durata di venti giorni, si è svolto per i primi sette giorni a Cotignola (RA), presso il Teatro Binario, e per i restanti a Sarsina. E’ interessante osservare, e questo è un ulteriore elemento di novità portato dalla nuova Direzione Artistica del Festival e del Laboratorio, che gli attori del Laboratorio utilizzeranno del Miles Gloriosus la traduzione del Prof. Renato Raffaelli dell’Università di Urbino, nonché Direttore del Centro Internazionale di Studi Plautini e “fresco” cittadino onorario di Sarsina. Dopo oltre 10 anni di esperienza del Laboratorio si è così riusciti ad avviare una collaborazione fra lo stesso e l’Università di Urbino con la quale la Città di Sarsina realizza da anni interessanti iniziative. Si ricordi a questo proposito le annuali Lecturae Plautinae Sarsinates, convegno internazionale di studi plautini con la partecipazione dei più illustri studiosi italiani e stranieri, e l’ancor più ambiziosa iniziativa di una nuova edizione critica delle opere di Plauto (Editio Plautinae Sarsinatis).
Trama
Il giovane Pleusicle ama la bella Filocomasio. Durante un’assenza del giovane, la ragazza
viene rapita dal "miles" Pirgopolinice, un soldato smargiasso e fanfarone, a cui il parassita
Artotrogo fa credere di essere irresistibile con le donne. Palestrione, servo di Pleusicle,
parte per avvertire il padrone di ciò che è accaduto, ma viene rapito dai pirati e finisce per
essere donato proprio al miles. Pleusicle, avvertito di nascosto da Palestrione, si fa
ospitare da Periplectomeno, un amico del padre, in una casa contigua a quella stessa del
miles. Palestrione pratica una breccia nel muro di confine tra le due case, consentendo agli
amanti di incontrarsi. Ma Sceledro, servo del miles, li scorge mentre si baciano, e costringe
Palestrione a escogitare una serie di inganni per salvare i due amanti, fingendo che esista
una gemella di Filocomasio. Palestrione, poi, organizza una feroce beffa ai danni di
Pirgopolinice: gli fa credere che la moglie di Periplectomeno sia pazzamente innamorata di
lui; il miles, così, licenzia in un sol colpo Filocomasio e Palestrione, dando loro la libertà,
ma - entrato nella casa di Periplectomeno per un appuntamento galante - trova un marito
furibondo e i servi pronti a fustigarlo ignominiosamente come adultero.
Commedia dalla comicità sfrenata, il Miles gloriosus è considerata l'antecedente di tutti i
"Capitan Spaventa", "Fracassa", ecc. che animeranno la Commedia dell'Arte e il teatro del
Rinascimento.
La commedia dei record
Il soldato fanfarone, vanaglorioso, che millanta continuamente le sue “incredibili”
imprese, il parassita che spalleggia il padrone nelle sue vanterie, il servo astuto regista
indiscusso dell’intreccio, e naturalmente il vecchio vicino di casa, il giovane innamorato,
la giovane sempre contesa, le meretrici che ingannano e recitano a dovere le parti
convenute. In questa che è la commedia più lunga di Plauto, la più ricca di parti recitate,
una di quelle col maggior numero di personaggi, non mancano certo gli ingredienti che lo
scrittore sarsinate ha introdotto e che i suoi successori hanno fatto propri in tutta la storia
del teatro occidentale.
Perché Plauto
Plauto scriveva per un pubblico popolare, cercava di assecondare il gusto del pubblico e di
ottenere l’applauso della platea. Al pubblico popolare piacciono i vari espedienti farseschi:
le sorprese e le battute comiche, gli equivoci e gli scambi di persona, le beffe e i raggiri, la
caricatura e la parodia, i giochi di parole, i doppi sensi grossolani, l’esaltazione dei piaceri
materiali, la ricerca del guadagno e del denaro con ogni mezzo.
Plauto e il padre del teatro comico popolare moderno. Le sue commedie hanno ricevuto
pesanti critiche in epoche dominate dal gusto classico o classicistico perché non
rappresentano un’arte raffinata, morigerata e decorosa. Il classicismo francese del
Seicento, per esempio, anche se il grande Molière trasse spunti e argomenti da Plauto, mostra un profondo disprezzo nei confronti delle commedie plautine, in particolare per il
linguaggio sboccato e triviale.
Ma a partire dai primi decenni del Novecento il comico farsesco torna di moda e riacquista
un valore artistico. La fortuna del teatro di Plauto segue l’onda dei film comici di Charlie
Chaplin.
Nel mondo di Plauto non esistono ne moralità ne umanità: i rapporti tra gli uomini si
basano sull’inganno e sulla frode, oppure mirano a ricavare guadagno o piacere. I
sentimenti e gli affetti sinceri, quando ci sono, sono comici e non commoventi.
La messa in scena – Note di Regia
L’intreccio architettato con cura dal servo astuto ai danni del soldato e a vantaggio del
giovane innamorato, in questa lettura drammaturgica, viene rispettato con una messa in
scena semplice, senza quarta parete, legata alle tecniche della farsa e del lazzo comico,
del ritmo e del respiro della commedia.
Attori che dialogano tra loro, che dialogano con il pubblico come voleva Plauto e come si
aspetta chi viene ad assistere ad una commedia. L’intreccio, spietato nello svelare gli istinti
che muovono i personaggi, ci dà l'immagine disincantata e divertente delle vicende umane
che rimangono immutate nel tempo. Sono sempre le stesse, 2000 anni fa come ora, nelle
dinamiche e negli intrecci. Ecco perché Plauto è per me un contemporaneo, cosi come
tutta quell'arte che appartiene alla tradizione della Commedia all'Italiana.
Un'opportunità per giovani attori professionisti di misurarsi subito con un grande classico
latino, per riallacciarsi alla nostra tradizione comico-popolare, che ci rende unici come
popolo e come spirito.
Ecco cosa si aspetta lo spettatore: di essere compreso nella commedia con il proprio
essere presente in platea, dove la sua risata sia battuta del testo, per realizzare
quell'evento unico e inscindibile che fa di quella rappresentazione la propria catarsi.
Plauto ci da gli strumenti.
Gli attori la loro energia.
Cristiano Roccamo
Plautus Festival TeatroVivo
presentano
MILES GLORIOSUS
di Tito Maccio Plauto
Traduzione di Renato Raffaelli
Con gli attori del
Laboratorio teatrale del Plautus Festival
Regia Cristiano Roccamo
Domenica 25 luglio 2010
Sarsina - Arena Plautina, ore 21,30