Le offerte più convenienti
Prenota gratis
Nessuna commissione

Incidente spaventoso in Moto2. Muore il giapponese Tomizawa

Notizia pubblicata il 06 settembre 2010



Categoria notizia : Sport


È morto a soli 19 anni, sull’asfalto di Misano, tradito dalla sua passione per la moto. Shoya Tomizawa era salito in sella alla sua Suter del team Technomag- CIP per correre il gran premio di Misano nella classe Moto2, l’ex 250. In mattinata aveva ottenuto il settimo tempo nel warm up poi, alle 12.15, aveva preso il via della gara partendo ottavo. Tutto era filato liscio, come al solito, poi l’irreparabile nel corso del dodicesimo giro.

Tomizawa esce da un curvone veloce, la moto non tiene più la pista, il giapponese resta ancorato in sella, sfrutta tutto il cordolo poi mette la posteriore nell’erba e non riesce più a controllare il mezzo, mentre cade da dietro sopraggiungono Alex De Angelis e Scott Redding a tutta velocità che lo centrano in pieno, passandogli sopra. La corsa al “medical center” del circuito, il pilota viene poi trasferito all’ospedale di Riccione dove muore alle 14.20.

Il giapponese era una delle giovani promesse della due ruote, quest’anno aveva vinto la prima gara in Qatar e ottenuto la pole e il secondo posto in Spagna. E adesso? Il processo al fato è già iniziato, per quello alla pista è solo questione di ore. A fine gara Valentino Rossi è più realista del re: «Il nostro è uno sport estremamente pericoloso». Parole a cui faranno poi eco quelle dell’ex iridato Giacomo Agostini: «Il nostro mestiere è pericoloso, non siamo farmacisti». C’è un “però” nella voce del Dottore. «In Moto2 sono in troppi a partire», spiega Rossi. E infatti nella seconda classe del motomondiale al via sono in 39. «Quando si è in tanti è più facile che accadano degli incidenti – prosegue il campione di Tavullia –

C’è poi da dire che in quel punto si va molto veloci, si superano i 200». Insomma, il fato ci mette lo zampino ma, forse, qualche altra responsabilità c’è. «Resta il fatto che le piste sono state modificate molto e si è fatto praticamente tutto per la sicurezza». Rossi tira un sospiro di sollievo per De Angelis: «Almeno lui è stato fortunato, un incidente del genere è sempre rischioso». La notizia della morte di Tomizawa è arrivata esattamente a metà dello svolgimento della MotoGp. «Me l’hanno detto appena terminata la gara, almeno siamo andati sul podio senza festeggiare, cosa che non accadde quando morì Daijiro Kato e io salii alla premiazione assieme a Max Biaggi e Loris Capirossi».
Non ha parole nemmeno Jorge Lorenzo: «Oggi la gara non conta». Poi però si lascia andare a un ricordo: «Era un pilota di talento, allegro. Una persona piacevole ». Anche Dani Pedrosa non si capacita di quanto accaduto: «Mi hanno detto quanto successo a fine gara, non ci sono parole. Una cosa terribile». Non trattiene le lacrime l’incolpevole Alex De Angelis, il pilota sanmarinese che ha centrato in pieno Tomizawa: «Sono distrutto per quanto accaduto a Shoya, sono vicino alla sua famiglia e a tutti quelli che gli hanno voluto bene». Subito dopo l’incidente aveva così commentato: «È stata la caduta più brutta della mia carriera. Quello è un punto dove siamo in pieno, quando Tomizawa è caduto ho fatto di tutto per prendere la sua moto e non lui, io sono illeso, è incredibile». Anche Casey Stoner si dice rattristato: «Una cosa terribile che mi lascia senzafiato, come una settimana fa per l’incidente di Peter Lenz. Era un piacere vederlo guidare e avrei voluto vederlo fare una bellissima carriera».

Misano fu teatro di un altro brutto incidente, nel 1993 quando Wayne Raney era in testa al mondiale scivolò proprio al Gran Premio d’Italia (allora quello di San Marino si correva al Mugello) e riportò la frattura della colonna vertebrale, rimanendo paraplegico. Il motomondiale salutò Misano e per quindici anni non si corse più all’ombra di San Marino. Il direttore della corsa però mette le mani avanti: «Non è colpa del circuito, ma della manovra errata del pilota».