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Il Comune e tutta Rimini preoccupati per il Grand Hotel

Notizia pubblicata il 03 novembre 2010



Categoria notizia : Fatti Curiosi


A poche ore dalla clamorosa notizia che ha annunciato il passaggio dalla licenza annuale a quella stagionale per il Grand Hotel di Rimini, le categorie economiche, gli imprenditori e politici non nascondono la loro preoccupazione.

Il Comune non ha preso nessuna posizione ufficiale ma ha contattato Tonino Batani per programmare un incontro con l’amministrazione che ritiene il Grand Hotel, un punto di riferimento storico ed economico simbolo del turismo riminese. Palazzo Garampi ha comunicato che l’amministrazione vuole valutare i fattori che hanno portato alla scelta della stagionalità, seppur lunga, di nove mesi per poter affrontare gli ostacoli e ridurre il periodo di inattività.

Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione albergatori ha dichiarato: “Se chiude d’inverno il Grand Hotel, non vorrei che altri lo seguissero. E’ davvero un brutto segnale.” Fa eco, Maurizio Melucci, l’assessore regionale al Turismo che ha affermato: “Mi auguro che sia solo una fase transitoria e che il Grand Hotel torni ad essere aperto e funzionante tutto l’anno. Anche perché il Grand Hotel non è solo il simbolo di Rimini e dell’Italia, ma il simbolo della destagionalizzazione stessa, di quelle strutture che possono lavorare per dodici mesi l’anno”.

Betani aveva dichiarato che “L’inveno si mangia il guadagno estivo” e la dolorsa decisione è stata presa forzatamente. Secondo Fabio Galli, assessore provinciale al Turismo, Betani è libero di fare le proprie scelte visto la situazione critica che riguarda la remuneratività operativa e poi lancia una frecciatina aggiungendo: “Mi chiedo se con il nuovo palacongressi inaugurato, aperto e pienamente operativo, tutto questo sarebbe accaduto”. Una domanda da un milione di dollari anche se è giusto menzionare che tutti i congressi e convegni in programma sono stati trasferiti al vecchio palacongressi.