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Alle Clarisse di Sant’Agata il primo impianto di geotermia
Notizia pubblicata il 13 ottobre 2010
Categoria notizia : Fatti Curiosi
Il prossimo 6 novembre, le 15 sorelle di clausura, le suore Clarisse di Sant’Agata Feltria, inaugureranno il primo impianto di geotermia installato in un monastero dell’Emilia Romagna. Il monastero è sorto nel 1500 e le sorelle hanno deciso di optare per l’energia pulita grazie ai mezzi moderni.
La madre abbadessa, suor Chiara Elisabetta Sparacino, ha spiegato che i monaci già nell’antichità costruivano i monasteri nei luoghi dove era facile sfruttare le fonti di calore, acqua e luce in modo naturale e queste suore dall’età media di 40 anni, hanno deciso di essere innovative e di affidarsi alle enrgie rinnovalibi per rispettare l’ambiente.
I progetti per la ristrutturazione del lato ovest della casa e della chiesa sono nelle mani di esperti del settore da più di due anni, le suore hanno deciso di installare una centrale geotermica con sei sonde a 110 metri di profondità l’una che producono 12 gradi di energia a gratis, fino a marzo verrà utilizzato un co-generatore a metano per integrare i gradi restanti ma successivamente verrà installato un impianto di 60 mentri con pannelli fotovoltaici, lungo tutto il muro di cinta, che produrrà ben 12 kw di energia per ogni pannello. Grazie a questo investimento, che ammonta ad un milione e mezzo di euro, le suore potranno eliminare il gas e cucinare, riscaldarsi e vivere soltanto grazie all’energia pulita.
Il finanziamento del progetto è stato reso possibile grazie alla Sovrintendenza ai beni culturali che ha contribuito 600mila euro, il Comune di Sant’Agata Feltria e alle offerte dei più di 9mila amici e fedeli che ogni hanno vengono a far visita alla suore di clausura.
Suor Elisabetta ha aggiunto: “Ci è arrivata ogni genere d’offerta, anche dalle nostre parrocchie d’origine, ringraziamo veramente tutti per l’amore dimostrato nei nostri confronti”.
Le suore sono molto attive e hanno deciso di aprire una falegnameria per produrre leggii, manufatti e presepi lavorando la cera, il cuoio, costruendo ostie e hanno aperto anche un laboratorio di iconografia. Grazie alla vendita di questi prodotti sono state raccolte diverse migliaia di euro, utilizzati per la ristrutturazione della casa.
Suor Elisabetta ha svelato un altro progetto in programma per marzo, grazie ai due pozzi d’acqua sorgente, hanno intenzione di attivare un impianto di raccolta delle acqua grigie non potabili che potranno essere utilizzate per lavare i panni, innaffiare, pulire e fare la doccia.
Il sindaco Guglielmo Ceraba le ha definite suore eccezzionali e ha aggiunto: “La loro intraprendenza è straordinaria. Al di là dei muri di questo monastero e di quelli dei pregiudizi mentali, queste suore ci fanno scoprire una realtà completamente diversa. Così moderna e aperta verso il mondo intero”.