Le offerte più convenienti
Prenota gratis
Nessuna commissione

L’Aeronautica militare di Rimini lascia l’aeroporto

Notizia pubblicata il 07 settembre 2010



Categoria notizia : Fatti Curiosi


Martedì 21 settembre, 120 uomini dell’83° Sar, parte dei 140 militari dei Distaccamento dell’aeronautica militare, con i mezzi come gli elicotteri HH-3F utilizzati per la ricerca e soccorso in montagna e in mare, si trasferiranno a Cervia.

Sono passati ben 54 anni del luglio del 1956 quando la 5° Aerobrigata (poi 5° Stormo) si trasferì a Rimini. A fine anni Cinquanta, negli anni più intensi della guerra fredda, la nostrà città ospitava 2.000 militari dell’aviazione e circa 150 militari statunitensi della Nato con i loro aerei. Gli americani vivevano quasi tutti all’interno dell’aeroporto e spesso viaggiavano a bordo delle loro macchinone made in Usa targate Allied Forces Italy o Afi. I pacifisti si riferivano a loro quando svolsero manifestazioni di protesta negli anni Sessanta, urlando: “Yankee go-home”.

Rimini era obiettivo Nato sensibile come altre basi aeree italiane che ospitavano gruppi di volo con la capacità di sferrare attacchi nucleari all’Est, definiti ‘strike’. Nella base riminese erano presenti 22 piloti abilitati alle missioni strike, che potevano utilizzare i cacciabombardieri h/24 ognitempo speciali (ben 18 F-104G) muniti di ordigni atomici, che fortunatamente non sono stati mai utilizzati.

Nella base, quattro bunker contenevano una trentina di bombe B61 (e non a Coriano come molti pensavano) che poi sono state riconsegnate agli Stati Uniti.

All’aeroporto di Rimini hanno prestato servizio militare non solo ragazzi riminesi ma anche tanti altri provenienti da diverse regioni italiane.

Il capitano Orlando Bellecchini ha spiegato: “Resterà a Rimini parte del personale del Distaccamento addetto alla torre di controllo, al servizio Romagna Radar, alla stazione metereologica”, fra un paio d’anni il servizio che è utilizzato principalmente dagli aeroporti civili della Romagna, passerà in carico all’Enav (Ente Nazionale Assistenza Al Volo).

Resterà anche il “Villaggio azzurro” che dagli anni sessanta accoglie gli aviatori di stanza a Rimini e anche il 7° Reggimento Cavalleria dell’aria dell’Esercito con gli elicotteristi del Vega.