il 25 luglio 2007
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Forte di una vocalità febbrile e lacerata, di tastiere e chitarre nervose e stranianti, di ritmiche dissonanti ed isteriche, ma anche di passaggi di sofferta introspezione acustica, la creatura del tormentato leader Jamie Stewart ha utilizzato schegge di new wave, elettronica, noise e folk per ottenere una sintesi originale e per costruire un universo estetico notturno e claustrofobico
Informazioni nell'ambito dell'evento Ferrara sotto le stelle
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