Nabucco al Cinema Tiberio
il 09 agosto 2011
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Grazie alle stupende voci mondiali di Juan Pons e Maria Guleghina,la direzione di Pier Giorgio Morandi, la sceneggiatura e la regia di Enrico Castiglione potremo vivere una forte emozione direttamente da una delle arene più belle del nostro Paese. Per il benessere della serata vi rammentiamo che il Cinema Tiberio è dotato di aria condizionata.
Originariamente era Nabucodonosor, nella partitura autografa di Verdi e nella prima edizione a stampa, ma lo stesso Verdi usò sempre in seguito il titolo abbreviato, Nabucco, per la sua terza opera nonchè primo dei numerosi trionfi che segnarono la sua lunga carriera.
NABUCCO
Opera in quattro parti
Libretto di Temistocle Solera
Musica di Giuseppe Verdi
Nabucodonosor Anthony Michaels-Moore
Abigaille Dimitra Theodossiou
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Direttore Michele Mariotti
Regia Daniele Abbado
Scene e Costumi Luigi Perego
Luci Valerio Alfieri
Coproduzione I Teatri di Reggio Emilia, Festival Verdi di Parma
12 ottobre 2008 - ore 20.00 14 ottobre 2008 - ore 20.00
Prima: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842
 La storia della composizione di Nabucco mescola romanzescamente verità e fantasia nel libro Volere é potere (1869) di Michele Lessona e nel Racconto autobiografico, presumibilmente dettato da Verdi a Giulio Ricordi nel 1879. Entrambe le fonti ci raccontano, in modo più o meno fantasioso, come l'impresario della Scala, Bartolomeo Merelli, nel periodo successivo alla composizione di Oberto, conte di San Bonifacio, offrì a Verdi un contratto per tre opere da scrivere in otto mesi, tra cui un'opera buffa, Un giorno di regno , che cadde clamorosamente alla prima esecuzione; Merelli non diede peso a questo evento e confermò comunque la sua fiducia in Verdi, offrendogli di musicare un libretto - Nabucodonosor appunto - che era stato rifiutato dal giovane compositore prussiano Otto Nicolai.
Per quanto non sia possibile stabilire con certezza quando Verdi mise mano a Nabucco, é stato ipotizzato (Parker) che l'inizio della composizione non sia avvenuto prima del maggio 1841. Prima fonte del libretto di Temistocle Solera é naturalmente la Bibbia, letta nella traduzione di Giovanni Deodati, come testimoniano le citazioni apposte a capo delle varie sezioni del libretto. I riferimenti alla Bibbia riguardano in particolare il regno di Giuda e la sua invasione da parte del re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C., quando fu saccheggiato il tempio di Gerusalemme, cui seguì la deportazione dei vinti in Babilonia, dove circa mezzo secolo dopo furono liberati; nel racconto biblico non figurano però nè Ismaele - nipote di Sedecia re di Gerusalemme - nè Abigaille, e neppure Fenena.
Altre fonti più vicine al libretto di Solera sono il dramma francese Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu, rappresentato nel 1836 al Thèà¢tre de l'Ambigu-Comique di Parigi, tradotto dopo circa due anni in italiano, e il ballo storico Nabuccodonosor di Antonio Cortesi, rappresentato alla Scala il 27 ottobre 1836. Frutto della fantasia di Solera é invece l'amore non corrisposto di Abigaille per Ismaele, che non trova riscontro in alcuna delle fonti citate.
Se la rielaborazione delle varie fonti operata da Solera non aveva convinto Otto Nicolai, che volentieri aveva lasciato libero il libretto di Nabucco scrivendo che una rabbia perpetua, spargimento di sangue, maledizioni, frustate e omicidi» non erano un soggetto adatto a lui, tale soggetto era stato evidentemente giudicato funzionale allo sviluppo drammaturgico della propria opera da Verdi che, certo del risultato che Nabucco avrebbe sortito, intraprese un braccio di ferro con Merelli al fine di vedere l'opera inserita nel cartellone della stagione di carnevale-quaresima 1842.
Per l'impresario non era consigliabile infatti figurare in un cartellone che contemplava nomi di compositori più illustri, quali Donizetti, Pacini, Bellini, e proponeva che si rimandasse l'opera a primavera. Ma Verdi non ci sentiva: secondo quanto narra il Racconto autobiografico , egli insistette caparbiamente per carnevale, anche perchè il cast di quella stagione comprendeva il soprano Giuseppina Strepponi e il baritono Giorgio Ronconi. Nonostante le pessime condizioni vocali della Strepponi nel ruolo di Abigaille (condizioni talmente critiche da costituire probabilmente la causa del taglio, a partire dalla terza recita, dell'agonia di Abigaille che chiude l'opera) e le scene e i costumi, raffazzonati alla meglio, l'opera andò in scena il 9 marzo 1842 con un successo tale da venire ripresa settantacinque volte solo alla Scala entro la fine dell'anno.Â