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Aeradria acquisirà gli spazi dell’Aeronautica

Notizia pubblicata il 22 settembre 2010



Categoria notizia : Fatti Curiosi


Pochi giorni fa si è tenuta la cerimonia ufficiale che ha decretato la chiusura dell’aeronautica militare all’aeroporto di Rimini, più di 50 anni di storia e ricordi che lascieranno molta nostalgia ai riminesi. Cosa ne sarà delle decine di metri quadri lasciati liberi? La maggior parte verrà ‘ereditata’ da Aeradria.

Alcune zone resteranno all’Esercito, perché a Rimini resterà il 7° Reggimento Cavalleria dell’aria “Vega” (gli elicotteri), il resto sarà utilizzato da Aeradria, come confermato dal persidente massimo Masini, per poter mettere in atto il proprio Master Plan, una sorta di piano regolatore generale dell’aeroporto, già approvato dall’Ente nazionale aviazione civile (Enac).

Verranno riorganizzati e sistemati gli spazi e servizi su una superficie di 10mila metri quadrati, il Master Plan prevede un albergo di medie dimensioni che verrà utilizzato prevalentemente dalle compagnie aeree residenti, servizi, commerciale e uffici. Masini ha anche anticipato che nel progetto è compreso uno spazio per un aoutlet per attirare i turisti russi che sono clienti assidui del “Fellini” e fanno salire in alto i guadagni degli aoutlet di Rimini e San Marino.

L’Aeronautica ha già consegnato ad Aeradria l’area 1 (53.545 mq), area 3 (35.862 mq) e area 4 (24.253 mq.) tutte situate tra la pista e il piazzale. A settembre saranno consegnate anche l’area 2 (lato Riccione di 51.545 mq) e l’area 5 chiamata “piazzale Jerry” (lato Riccione di 167.945 mq). Non è stata ancora confermata un’altra area lato Rimini di 34.415 mq, in questa zona ci sarà la nuova torre di controllo che al momento è rimasta al personale dell’aeronautica che gestisce questo servizio, radar e meteo. In futuro l’Enav sostituirà il suo personale e si deciderà a chi assegnare la zona.

Aeradria ha intenzione di sviluppare anche uno spazio aeroclub per potenziare i voli privati e trasferire l’attuale deposito carburante (adiacente alla Ss16) in “zona sterile”, lo spazio liberato resterà a disposizione per sviluppare le potenzialità commerciali.