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Il San Giuseppe festeggia cent’anni
Notizia pubblicata il 17 settembre 2010
Categoria notizia : Sagre Feste
Dal 21 al 27 settembre, il Castel Sismondo ospiterà la mostra dedicata ai cent’anni della Fondazione San Giuseppe che ha aiutato generazioni di ragazzi in difficoltà. La mostra sarà accompagnata dalle sculture di Angela Micheli e dalle fotografie “Mi Racconto” dei ragazzi della comunità.
Non solo mostre ma anche serate musicali con band di medici riminesi, incontri, rassegne di film, saggi teatrali e testimonianze come quella di Enzo, un ragazzo ospite tra il 1957 e il 1966 che attualmente vive in Nord Europa, ha scritto: “C’era una finestra che dava sul cortile dove io, ogni volta che nevicava mi incantavo per ore. Neve significava inverno, quindi Natale, il giorno in cui i nostri genitori ci venivano a prendere per portarci un paio di giorni a casa…. L’estate era una stagione straordinaria. Ogni mattina con la divisia estiva, insieme a suor Caterina andavamo in spiaggia nella zona vicina al porto, dove c’erano i nostri capanni di legno verdi e azzurri e gli ombrelloni piantati qua e là”. Antonella Chiadini e Paolo Freddi presenteranno il terzo volume storico “La storia di un valore”. Per l’occasione sarà anche inaugurata la Casa San Lorenzo che ospiterà 6 ragazzi diciassettenni con forti disagi psicologici.
Il San Giuseppe è nato dalla carità di nobildonne del primo Novecento guidate da Isabella Soleri e alla collaborazione di medici come Antonio De Piano. Dopo alcuni anni è nato l’Ospedalino San Giuseppe che ha curato tantissimi neonati e l’Istituto San Giuseppe di via Madonna della Scala che ha ospitato ragazzi ribelli, quelli abusati e maltrattati, che hanno rubato o scappati per sfuggire al loro passato. Rocco Erbisti, direttore dell’istituto dal 1971 al 1998, ha dichiarato: “Sono stato il babbo di mille ragazzi. Ti chiamavano ad ogni ora del giorno e della notte perché qualcuno era andato in crisi. Ti alzzavi e andavi. Una volta sono arrivato in Liguria! Con ciascuno dei ragazzi si creava un legame indissolubile; sono stato testimone di nozze di alcuni di loro e ancor oggi gente che ho rimproverato 30-40 anni fa mi chiama per gli auguri di Natale”.