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Pesca, poche triglie ma aumentano le canocchie
Notizia pubblicata il 13 ottobre 2010
Categoria notizia : Fatti Curiosi
Che la situazione nel mare Adriatico non sia positiva è risaputo, la crisi della pesca c’è e lo possono confermare i 300 uomini che lavorano su un centinaio di pescherecci a Cesenatico. Nonostante la cattiva condizione delle acque e l’obbligo delle maglie più larghe nelle reti, il fatturato rimane quasi invariato.
Ecco alcuni numeri per capire la situazione in dettaglio: nella sala d’asta in settembre, il fatturato è stato di 840mila euro, sono stati commercializzati 270mila chili di prodotti, il 6,5 per ceto in meno rispetto l’anno scorso e il prezzo medio è passato da 2,92 a 3,11 euro al chilo. Nonostante le triglie siano diminuite notevolmente da 1.270 dello scorso settembre a 780 di quest’anno sono aumentate le canocchie (420 quintali invece di 320), i calamari (45 contro 9), le seppie (80 contro 65) e le mazzancolle (36 contro 23). Anche per il mercato del pesce azzurro i numeri sono in incremento, lo scorso anno in settembre le alici battute erano 360 quintali, contro quelle di quest’anno che ammontano a 430, per un prezzo medio di 77 centesimi al chilo.
Il proprietario di un magazzino all’ingrosso, Luigi Quadrelli, ha spiegato che l’esigenza di rispettare i tempi della natura è fondamentale perché l’attività in mare va programmata e non sfruttata. Nonostante il mare stia attraversando un periodo difficile, Quadrelli è positivo visto che per i grossisti come lui non ci sono grosse differenze sul lavoro e ha aggiunto: “Alcune specie ittiche sono presenti in minor quantità, come le triglie, tuttavia sono compensate da altre specie più abbondanti”.
Il direttore del mercato ittico, Gabriele Teodorani, ha dichiarato: “Tenuto conto della situazione, il mercato ha retto bene. Inoltre, dopo il fermo biologico, occorrono almeno due mesi per trarre un rendiconto attendibile, quindi aspettiamo di vedere come andrà ottobre”.